UCCR: Perché il punto di prelievo delle urine può influire sulla diagnosi della sindrome di Cushing e della malattia di Addison nei cani

17 agosto 2026 | Surrenali

Lo stress ospedaliero, gli orari irregolari e l’alimentazione recente sono piccoli dettagli considerati irrilevanti nella routine clinica. Tuttavia, quando si parla del rapporto cortisolo/creatinina urinario (UCCR), questi fattori possono interferire direttamente con l’affidabilità del risultato e con l’interpretazione diagnostica.
Sebbene sia un esame ampiamente utilizzato nell’indagine sull’ipercortisolismo canino, l’UCCR presenta un limite poco discusso nella pratica: la sua elevata variabilità preanalitica, legata in particolare all’ambiente in cui viene raccolta l’urina.
Uno studio pubblicato nell’aprile 2025 sull’American Journal of Veterinary Research, intitolato “Urinary cortisol-to-creatinine ratio in healthy dogs and dogs with hypercortisolism and conditions that mimic the disease”, ha valutato l’accuratezza dell’UCCR in cani sani, in cani affetti da ipercortisolismo, ipoadrenocorticismo e in condizioni che mimano tali patologie, come il diabete mellito associato all’iperadrenocorticismo (DMHA).
La ricerca, condotta da Del Baldo et al., propone un nuovo intervallo di riferimento e sottolinea aspetti importanti su come e dove debba essere effettuata la raccolta, in base al sospetto clinico.

Perché il luogo del prelievo influisce sul risultato

Il cortisolo è, per sua natura, un ormone di risposta allo stress, il cui rilascio fa parte dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene, un sistema che si attiva di fronte a qualsiasi stimolo percepito come minaccioso dall’organismo, compreso il trasferimento in clinica, le manipolazioni durante la visita e la permanenza in ambiente ospedaliero. Per questo motivo, il luogo stesso del prelievo è già in grado di aumentare temporaneamente la concentrazione di cortisolo, indipendentemente dall’eventuale presenza di un processo patologico in corso.
A differenza degli esami in cui l’ambiente di prelievo ha scarsa rilevanza, presso l’UCCR questo fattore può essere determinante:

  • I cani affetti da ipercortisolismo presentano già livelli basali elevati di cortisolo;
  • Il prelievo in ospedale può aggiungere uno stress acuto a tale aumento preesistente;
  • Ciò rende difficile distinguere tra ciò che è una malattia e ciò che è una reazione puntuale all'ambiente;
  • Nei cani affetti da ipoadrenocorticismo, invece, l’assenza di risposta allo stress ospedaliero può, al contrario, aiutare nella diagnosi differenziale.

Se valutato nel suo insieme, insieme al quadro clinico e al contesto in cui è stato effettuato il prelievo, questo comportamento fisiologico può orientare direttamente la scelta del protocollo più adeguato per ciascun paziente.

Come interpretare l’UCCR in base al sospetto diagnostico

L'interpretazione dell'UCCR richiede una valutazione integrata tra il risultato numerico, il contesto della raccolta del campione e il sospetto clinico che ha motivato la richiesta dell'esame. Uno dei punti salienti evidenziati dallo studio è che la stessa variabile, lo stress, può avere effetti opposti a seconda della patologia oggetto di indagine:

Sospetto di ipercortisolismo (sindrome di Cushing) 

In questi casi, si raccomanda il prelievo a domicilio, per evitare che lo stress dell'ambiente ospedaliero faccia aumentare artificialmente il risultato e comprometta la sensibilità dell'esame. 

Sospetto di ipoadrenocorticismo (morbo di Addison) 

In questo caso, il prelievo in ambiente ospedaliero è più indicato. Poiché questi pazienti non riescono ad aumentare i livelli di cortisolo nemmeno in presenza di uno stimolo stressante, l’ambiente ospedaliero stesso può contribuire a evidenziare questa incapacità di risposta, facilitando la differenziazione rispetto a condizioni simili, come il DMHA.

 

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Perché il contesto della raccolta dei dati è importante tanto quanto il risultato?

A causa dell’elevata variabilità preanalitica e analitica descritta nello studio, l’UCCR non deve essere interpretato isolatamente come esame di conferma. Il suo ruolo più appropriato è quello di test di screening, un punto di partenza che orienta l’indagine, e non una conclusione diagnostica a sé stante.
Nella pratica clinica, il valore di un esame ormonale non risiede solo nel dato isolato, ma nel rapporto tra il risultato, le condizioni in cui è stato prelevato il campione e il sospetto clinico che ha motivato l’indagine.
Ignorare il contesto del prelievo può portare sia a risultati falsamente elevati in pazienti stressati, senza un reale ipercortisolismo, sia a interpretazioni errate nei casi di ipoadrenocorticismo, rafforzando l’importanza di documentare questo dettaglio nella richiesta dell’esame.

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Leggi lo studio completo

L'articolo scientifico su cui si basa questo contenuto è disponibile all'indirizzo:

Rapporto cortisolo/creatinina nelle feci in cani sani e in cani affetti da ipercortisolismo e da patologie che ne simulano i sintomi

American Journal of Veterinary Research, 2025. (link all'articolo)

Riferimento bibliografico

DEL BALDO, F. et al. Rapporto cortisolo/creatinina nelle urine in cani sani e in cani affetti da ipercortisolismo e da patologie che ne simulano i sintomi. American Journal of Veterinary Research, 14 aprile 2025. DOI: 10.2460/ajvr.25.01.0020.

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Perché il luogo in cui viene prelevata l'urina influisce sul risultato dell'UCCR?

Poiché il cortisolo è un ormone che reagisce direttamente allo stress, l’ambiente ospedaliero può aumentarne temporaneamente la concentrazione, interferendo con l’interpretazione dei risultati nei casi di sospetto ipercortisolismo, ma può rivelarsi utile nella differenziazione dall’ipoadrenocorticismo.

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L'UCCR da solo è sufficiente per confermare la diagnosi di sindrome di Cushing?

No. A causa dell'elevata variabilità preanalitica e analitica, l'UCCR deve essere utilizzato come test di screening, in combinazione con altri esami complementari, come il test di soppressione con desametasone, prima di formulare una diagnosi definitiva.

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Come raccogliere l'urina per l'esame UCCR?

Nei casi di sospetto ipercortisolismo (sindrome di Cushing), si raccomanda il prelievo a domicilio, in un momento in cui il paziente sia tranquillo e esposto al minor numero possibile di fattori di stress. Il campione deve essere raccolto in un contenitore adeguato, e il luogo e le condizioni del prelievo devono essere comunicati al laboratorio. Per quanto riguarda invece l’indagine sull’ipoadrenocorticismo (morbo di Addison), si può prendere in considerazione il prelievo in ospedale a seconda dell’obiettivo dell’indagine.